lunedì 24 aprile 2017

Il rapporto di lavoro tra familiari: limiti e criticità (di Bruno Olivieri)

Nella congiuntura economica attuale in cui le piccole imprese devono far sempre più fronte all’elevata incidenza del costo del lavoro sul proprio fatturato, si fanno sempre più strada le attività a conduzione familiare al fine di limitare i costi aziendali per lo svolgimento dell'attività di impresa.
L’interrogativo che ci poniamo in relazione all’impiego di prestazioni lavorative da parte dei familiari, è se vi siano delle limitazioni alle assunzioni qualora tra le parti stipulanti ci siano legami di parentela.
Un’analisi di “legittimità” va sempre effettuata tenendo conto di due elementi, il primo è la forma dell’esercizio dell’attività aziendale (impresa individuale, attività autonoma in forma associata, società) e quindi chi sia il datore di lavoro, il secondo è la tipologia di legame di parentela tra le parti instauranti il rapporto di lavoro dipendente.
Il concetto di legittima qualificazione del rapporto di lavoro subordinato tra parenti e affini è difficilmente generalizzabile in un'univoca formulazione ma, in ogni caso, riconducibile all’identificazione di una prestazione resa ai sensi dell’art. 2094 c.c. che, di conseguenza, costituisce l’elemento probante la concreta e reale sussistenza dell'onerosità della prestazione e non dissimulazione di un'illecita suddivisione di utili per le società e un'insussistente costo aziendale.

La nostra analisi può partire da quella che è la natura “genericamente riconosciuta” alle prestazioni di lavoro tra parenti e affini, ovvero permeate da una presunzione di gratuità.
Ma, come anticipato in premessa, la legittimità del rapporto tra familiari e affini va considerata in funzione della struttura aziendale adottata e del vincolo di parentela tra le parti; di seguito analizzeremo le diverse fattispecie

SOCIETA' DI CAPITALI 

Nel caso in cui la prestazione lavorativa venga resa a favore di una società di capitali non opera, generalmente, mai la presunzione di prestazione a titolo gratuito nemmeno se esiste un legame di parentela tra il lavoratore stesso e uno dei soci di capitale. Questa esclusione si rinviene in base al fatto che il rapporto di lavoro intercorre con la società (datore di lavoro), soggetto diverso dal coniuge o dal familiare convivente.
Fanno eccezione alla verifica della effettiva legittimità del rapporto i seguenti casi:
  • società di capitali a socio unico
  • società con due soli soci al 50%
  • società con più soci le cui quote di maggioranza siano del soggetto avente legame di parentela con il lavoratore dipendente
  • società con più amministratori in cui lavoratore sia parente convivente con uno degli amministratori con pieni poteri nella delega alla gestione del personale dipendente.

SOCIETA' DI PERSONE

Nel caso in cui la prestazione lavorativa venga resa nell’ambito di una società di persone la legittimità va verificata in base alla capacità di controllo della società operabile da parte del socio di maggioranza (SNC) o amministratore (SAS), coniuge o familiare convivente del lavoratore.
La legittimità del rapporto viene riconosciuta a patto che la prestazione lavorativa del socio/dipendente sia effettuata nell’ambito di un concreto esercizio del potere direttivo e gerarchico del socio parente e avente controllo della società.
Una prestazione resa nell’esercizio del potere direttivo e organizzativo costituisce, quindi, dimostrazione della lecita deducibilità del costo escludendo che l'erogazione della retribuzione costituisca un alternativo modo di suddivisione degli utili.

Di diversa interpretazione a riguardo è L'INPS che generalmente, invece, non riconoscere il rapporto subordinato instaurato tra parenti ed affini nell’ambito di società di persone riconducendolo, quindi, a forme di collaborazione familiare e pertanto assoggettate a obblighi contributi delle gestioni autonome (tranne che se rese in forma occasionale).

IMPRESA INDIVIDUALE E LAVORATORE AUTONOMO

L’esercizio di attività d’impresa e lavoro autonomo sotto forma di ditta individuale costituisce, per eccellenza, il modello in cui la presunzione di gratuità dell’attività lavorativa resa dal familiare opera quasi automaticamente.
Questa “automatica presunzione” scatta nel caso in cui l’attività individuale d’impresa sia gestita ed organizzata, strutturalmente ed economicamente, con criteri prevalentemente familiari o nel caso di attività lavorativa prestata in favore del coniuge professionista.

Sono generalmente illegittimi, quindi il cui costo indeducibile, i rapporti di lavoro subordinato instaurati con

  • Coniuge
  • Figlio minorenne
  • Figlio inabile al lavoro
  • Genitori e Nonni

Tuttavia, anche in questa tipologia di organizzazione aziendale, esistono delle eccezioni e la legittimità può essere rinvenuta nei rapporti di lavoro subordinato instaurati con

  • Figlio maggiorenne
  • Fratelli e sorelle non conviventi
  • Zii non conviventi
  • Cugini non conviventi


Come per le società di persone, la posizione INPS a riguardo propende a non riconoscere il rapporto subordinato instaurato riconducendolo, quindi, a forme di collaborazione familiare e pertanto assoggettate a obblighi contributi delle gestioni autonome (tranne che se rese in forma occasionale).

54 commenti:

  1. volevo sapere se per l assunzione di figli maggiorenni era previsto uno sgravio contributivo,si tratta di una ditta individuale.
    e nel caso negativo come inquadrarli?
    grazie

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    1. Studio Commerciale Olivieri5 marzo 2018 15:23

      Buonasera, per la fruizione di un'agevolazione contributiva devono prima di tutto essere rispettati dei principi generali ex Dlgs 150/2015 in base ai quali gli incentivi per l’assunzione non spettano in caso di:

      1)assunzione per attuazione di obbligo preesistente stabilito da norme di legge o contrattazione collettiva;
      2)se l’assunzione viola il principio di precedenza alla riassunzione di un lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da lavoro a termine;
      3)assunzioni da parte di datori di lavoro che hanno in atto sospensioni dal lavoro per crisi o riorganizzazione aziendale;
      4)assunzioni di lavoratori licenziati dallo stesso datore di lavoro nei 6 mesi precedenti.

      Andrebbero poi verificati i requisiti disciplinanti l'agevolazione.

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  2. Buonasera , volevo sapere se una Ditta SRL con due soci Fratelli può assumere il Padre con un contratto da Dipendente
    Grazie

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  3. Volevo sapere se una Ditta SRL formata da due Fratelli può assumere il Padre come Dipendente..contratto regolare

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    1. Buonasera Federico.
      Come anticipato nell'articolo nelle società di capitali, generalmente, in una prestazione tra soggetti con un legame di parentela, esempio tra il lavoratore stesso e uno dei soci di capitale/amministratore, non opera mai il principio di gratuità in base al fatto che il rapporto di lavoro intercorre con la società (datore di lavoro) e non con la persona fisica (si identifica cioè genuino e oneroso).
      In tale circostanza la genuinità del rapporto e la sua onerosità vanno comunque verificate sulla base di due presupposti fondamentali come

      1) Esercizio del potere direttivo e organizzativo da parte del socio/amministratore con cui si ha la parentela;
      2) Rapporto di convivenza tra il socio/amministratore con cui si ha la parentela e il lavoratore.

      In risposta al Suo quesito la risposta è affermativa nel caso in cui il Padre sia non convivente con i figli o in ogni caso sia garantita una oggettiva applicazione del potere direttivo e organizzativo dell'amministratore che rappresenti il datore di lavoro (quindi con delega esplicita alla gestione e amministrazione del personale in caso di società con più amministratori)al fine di identificarne la genuinità e l'onerosità.
      Consigliamo, in ogni caso, di approfondire la Sua situazione sottoponendola a un Consulente del Lavoro di fiducia.
      Rimettendo la Nostra disponibilità ad eventuale analisi specifica del Suo caso.
      Saluti.

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  4. Buonasera, qualcuno può aiutarmi? Mia madre ha un negozio di parrucchiera, può assumermi con busta paga regolare come dipendente? O solo come collaboratrice familiare? Mi sembra una presa in giro, come collaboratrice famigliare non mi concedono neanche il mutuo per comprare una macchina

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  5. Salve volevo sapere se posso essere assunta nella ditta di mio padre che è artigiano se sono maggiorenne ma vivo ancora sotto lo stesso tetto.

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  6. Buongiorno,
    Mio padre è ditta individuale, inquadrato come artigiano.
    Io sono il figlio maggiore e maggiorenne, come posso accedere alla ditta ed essere riconosciuto(con una mansione) all'interno di questa? Senza percepire uno stipendio.
    Posso essere assicurato in caso di infortunio?

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  7. la Corte di Cassazione (sez. lavoro 27 febbraio 2018, n. 4535) rende lecito il lavoro tra familiari a patto che risulti comprovabile quanto segue:
    L’onerosità della prestazione
    La presenza costante presso il luogo di lavoro previsto dal contratto
    L’osservanza Di un orario
    Il programmatico valersi da parte del titolare della prestazione lavorativa del familiare
    La corresponsione di un compenso a cadenze fisse

    Voi come vi ponete a riguardo a questa sentenza?
    Una ditta individuale tecnicamente, vista questa sentenza, può tranquillamente assumere un figlio/a anche convivente purché esistano i presupposti sopra citati.
    Concordate?

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  8. Buongiorno, vorrei sapere a quale organo rivolgersi, per la contestazione ed esclusione dalla SnC di un socio che ha aperto un'attività in concorrenza alla prima. Grazie

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  9. Buongiorno Anonimo del 30/09/2018. L'esclusione del socio dovrebbe essere regolamentata nel Vostro Statuto.

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  10. Buonasera volevo sapere se un dottore commercialista possa assumere come ragioniera presso il suo studio la figlia

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    1. Buongiorno Anonimo del 25/10/2018.In generale la legittimità di un rapporto va verificata in base a quelli che sono gli elementi qualificanti la tipologia contrattuale stessa.
      In relazione ai rapporti di lavoro subordinato la legittima e genuina natura della prestazione "dipendente" è da valutarsi in relazione alle oggettive modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, ovvero nel reale esercizio della prestazione nel rispetto dei poteri direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro.
      Quando tra datore di lavoro e lavoratore vi è un legame di parentela risulta di logica difficile veder rispettato l'esercizio dei suddetti poteri che legittimano una prestazione di lavoro dipendente; per questo motivo il Legislatore si è orientato a non poter ritenere a prescindere "genuini" tutti quei rapporti le cui prestazione potrebbero essere effettuate in "spirito di gratuità e liberalità" come tra un padre e una figlia minorenne o a carico del genitore.
      Certamente non esistono casi specifici di legittimità nei rapporti tra familiari ma vanno analizzati in funzione di quanto in premessa.
      Tornando alla Sua richiesta, qualora la condizione di fatto fosse di una figlia che oggettivamente "provvede autonomamente a se" (quindi maggiorenne ad esempio indipendentemente se convivente) e la prestazione fosse effettuata con l'esercizio dei poteri del datore di lavoro (seppur padre), a mio parere non ci sarebbero cause ostative all'assunzione come dipendente.

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  11. Buonasera vorrei sapere se un dottore commercialista possa assume come ragioniera sua figlia

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  12. Due fratelli possono essere assunti in una SRL?

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    1. Buonasera.
      Premesso che per poter rispondere esaustivamente alla Sua domanda occorrerebbe conoscere altri aspetti societari (amministrazione unica, consiglio amministrazione, pluralità di amministratori con poteri congiunti/disgiunti, ecc), in linea generale se questi due fratelli son maggiorenni e non conviventi dell'organo che detiene il potere di amministrazione del personale dipendente, il rapporto potrebbe ritenersi legittimo.

      Saluti.

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  13. Buongiorno,
    può essere assunta la moglie di un socio di una snc? Si tratta di una snc con due soci con la medesima partecipazione al capitale sociale.
    Grazie e saluti

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    1. Buon pomeriggio Carla.
      Come esposto nell'articolo, il riconoscimento della legittima costituzione del rapporto di lavoro subordinato deriva principalmente nella dimostrabilità che la prestazione sia resa ai sensi dell’art. 2094 c.c. ovvero che questa sia sottoposta all'esercizio della subordinazione.
      L'INPS è intervenuta in materia precisando che il riconoscimento della contribuzione versata in relazione a un simile rapporto di lavoro è subordinata all'effettiva dimostrabilità che il rapporto di lavoro è "genuino".
      Tutto quanto premesso, qualora la prestazione fosse resa ai sensi dell'art. 2094 c.c., stante l'onere a carico dell'impresa di dimostrare l'effettivo svolgimento del lavoro dipendente in caso di accertamento, non ci sarebbero cause ostative all'avvio del rapporto di lavoro in questione.

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  14. Buonasera, mia mamma è unico socio di una SRLS in cui è anche amministratrice, premesso che abito con lei. Come posso formulare una presunta assunzione?

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    1. Buongiorno, in caso Lei sia maggiorenne potrebbe anche configurarsi legittimo un rapporto di lavoro subordinato come nel caso proposto.
      Ovviamente sempre a patto che sia ogggetivamente dimostrabile la natura subordinata del raporto con l'esercizio del potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro.

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  15. buonasera,
    un medico (ditta individuale) vuole assumere la moglie come sua segretaria part-time 10 ore settimanali.
    E' fattibile?

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    1. Buonasera Marzia.
      Come riportato nell’articolo il caso posto da Lei in esame rientra tra quelli che difficilmente ravviserebbero la legittimazione di un rapporto di lavoro subordinato in relazione al vincolo di parentela con il datore di lavoro.
      Il riconoscimento dell’esercizio della subordinazione sarebbe difficilmente ravvisabile per il fatto che il rapporto tra coniugi si fonda generalmente su quello che è il principio della “affectionis vel benevolentiae causa” ovvero la prestazione verrebbe svolta per per motivo di affetto e benevolenza.

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  16. Buona sera,
    vorrei sapere se una ditta individuale iscritta nell'albo speciale degli artigiani può assumere il figlio maggiorenne.
    grazie

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    1. Buon pomeriggio.
      Generalmente si presume che la collaborazione resa da un familiare sia basata sul legame solidaristico ed affettivo e in virtù del legame affettivo il rapporto di lavoro è considerato a titolo gratuito.
      La suddetta interpretazione trova fondamento nei rapporti tra familiari conviventi e nel caso prospettato di figlio maggiorenne, seppur convivente, si potrebbe ritenere legittimata la costituzione di un rapporto di lavoro caratterizzato dal vincolo di subordinazione.

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  17. Buonasera. Vorrei sapere se due fratelli possono lavorare insieme in una RSA nello steso riparto. La ditta per cui lavorano e una Cooperativa.

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    1. Buon pomeriggio Anonimo.
      Nel caso prospettato non dovrebbero esserci preclusioni.

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  18. Buongiorno,
    in una ditta individuale la figlia può assumere il padre non convivente come dipendente o solo come collaboratore?
    Grazie

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    1. Buon pomeriggio Anonimo.
      Non essendoci convivenza e potendo dimostrare l'effettiva prestazione lavorativa resa dal genitore non ci dovrebbero essere preclusioni per la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato.

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  19. buongiorno
    se fosse possibile vorremmo sapere se una srl composta da due soggetti (tra loro cognati) possono assumere come impiegate le rispettive mogli, che esplicano funzioni di segreteria, con orari ridotti. in caso di verifica inps oltre a tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali, varrebbero come prova dell'effettivo rapporto subordinato la presenza del regolamento interno dei lavoratori e la nomina del medico competente per la sicurezza sul lavoro delle segretarie? ringraziamo anticipatamente

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    1. Buon pomeriggio, come precisato nell'articolo, nell'esercizio di un'attività d'impresa sotto forma societaria non vi è esplicita esclusione dalla possibilità di costituire un rapporto di lavoro tra la società (ovvero il rappresentante legale della società) e un parente diretto.
      Certamente il caso prospettato potrebbe rientrare nei casi "attenzionabili" alla verifica dell'effettiva subordinazione nella prestazione resa.

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  20. Salve , volevo sapere se un figlio con una ditta individuale , può tenere la mamma nel suo locale a prestazione gratuita . grazie per la risposta

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    1. Buon pomeriggio Severino, assolutamente è possibile ma con obbligo di assicurare all'INAIL il soggetto in qualità di collaboratore familiare.

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  21. Buongiorno, volevo sapere se mia figlia titolare di una ditta individuale(tavola calda) può assumermi come dipendente a tutti gli effetti. Grazie

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    1. Buon pomeriggio.
      Nessun problema se il rapporto in questione è legittimato dall'esercizio dei vincoli e poteri di subordinazione del datore di lavoro.

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  22. HO DUE DIPENDENTI SONO COGNATE LAVORANO IN UN CANTIERE INSIEME VORREI SEPARARLE PER MOTIVI DI COMPLICITA' A LORO FAVORE NEL GESTIRE E FARE UN PO' I CAVOLI LORO .E POSSIBILE ? C'E UN CONTRATTO CHE LO VIETA'? SONO ENTRAMBI A PART TIME .GRAZIE SETTORE IMP.PULIZIE ARTIGIANATO

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  23. Buonasera Anonimo del 16/02/2020,
    Nella formalizzazione dell'accordo contrattuale a tempo parziale le Parti definiscono una serie di elementi tra cui sono peculiari del suddetto tipo di rapporto il luogo di lavoro, la struttura di assegnazione, la durata della prestazione lavorativa e della collocazione temporale dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno.
    Sostanzialmente nel rapporto a tempo parziale il diritto del datore di lavoro a modifiche delle condizioni contrattuali inizialmente pattuite è possibile solo dietro comprovata necessità e quindi legittimità, al fine di garantire al lavoratore la "programmabilità" del tempo libero.
    Se a riguardo la previsione normativa dispone che una diversa collocazione temporale della prestazione lavorativa rispetto a quella concordata è possibile solo per accordo scritto tra lavoratore e società a fronte di esigenze produttive e organizzative, per analogia è possibile assimilare a tale ragionamento anche una variazione della sede di lavoro inizialmente pattuita.

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  24. Salve sono titolare di un impresa posso assicurare mio figlio che maggiorenne e vive nel mio tetto, premetto che lavorando in cantieri edili l'infortunio e sempre dietro l'angolo mai succeda vi ringrazio Giuseppe Copez

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  25. BUONASERA VORREI CREARE UNA SOCETA' SRLS COME IMPIANTI IDRAULICI ELETTRICI E METTERE MIA MOGLIE COME AMMINISTRATORE NON SOCIA SENZA PAGA (CONTRIBUTI NON OBBLIGATORI) E IO COME SOCIOLAVORATORE CON BUSTA PAGA (LAVORO SUBORDINATO) E POI IN FUTURO ANCHE MIO FIGLIO COME SOCIOLAVORATORE

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    1. Buonasera Anonimo del 8 marzo 2020.
      Premesso che non esistono espliciti divieti di costituzione di un rapporto di lavoro subordinato nel caso prospettato, tuttavia, soprattutto per quanto attiene al rapporto con il lavoratore coniuge convivente dell'amministratore, è onere del datore di lavoro poter oggettivamente dimostrare l'esercizio dei poteri ad esso attribuiti (direttivo,disciplinare e di controllo).
      Un simile rapporto sarebbe opportuno sottoporlo alla preventiva analisi e relativa certificazione.

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  26. Buonasera Sig. Copez.
    L'assicurazione sugli infortuni sul lavoro è obbligatoria, oltre che per i lavoratori dipendenti, anche per coloro che, pur in assenza di subordinazione, per la loro posizione sociale sono considerati particolarmente meritevoli di tutela, come ad esempio i familiari del datore di lavoro, i tirocinanti, gli alunni e i soci delle cooperative.

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  27. Mia figlia ha una ditta individuale nel settore pulizie, può assumere il padre?

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    1. Buon pomeriggio, in relazione al caso esposto non si rileva alcuna incompatibilità fatto salvo che per particolari situazioni di convivenza e/o di espletamento della prestazione non conformemente ai principi della subordinazione (esercizio dei poteri direttivo, controllo, disciplinare da parte del datore di lavoro)

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  28. Buonasera, io ho una lavanderia posso assumere mia figlia come dipendente. Ha un altro nucleo familiare. Grazie

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    1. Buon pomeriggio.
      Come indicato nell'articolo e precedentemente ribadito, non esiste alcun divieto nell'assumere un proprio familiare se il rapporto è connotato dei tratti caratterizzanti la subordinazione.
      L'eventuale presunzione di gratuità della prestazione, anche quando il datore di lavoro coincida con il titolare (impresa individuale), è pur sempre da valutare in concomitanza di assenza dell'esercizio dei poteri direttivo, controllo, disciplinare da parte del datore di lavoro.
      Pertanto, qualora trattasi di un rapporto legittimamente costituito, non ci sono "limiti" all'assunzione del proprio figlio.

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  29. buonasera, ho lavorato cinque mesi consecutivi per la mia ex che ha una ditta individuale e gestisce un ristorante convivendo nell appartamento sopra. la giornata lavorativa si configurava in circa 10 ore giornaliere tra varie mansioni, di cui una essenziale e vincolante, mi riferisco al servizio di sala come cameriere unico e cassiere per un totale di circa 7 ore complessive, in virtù di queste caratteristiche può rientrare inbun rapporto di lavoro subordinato e quindi soggetto a contratto con regolare retribuizione? grazie

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  30. Buongiorno, in relazione alla mancanza di un legame civilmente riconosciuto, non può giuridicamente considerarsi il caso come rapporto tra "familiari".
    La presunzione di gratuità affectionis vel benevolentiae causa ricorre, di norma, tra coniugi e tra soggetti legati da vincoli di parentela o affinità. È invece dibattuta, in dottrina e in giurisprudenza, l'estensione della presunzione anche al caso di prestazioni lavorative rese, nell'ambito della famiglia e dell'impresa familiare, da soggetto convivente.
    Pertanto, a nostro parere, le prestazioni descritte potrebbero configurarsi come assimilabili a quelle di lavoro dipendente

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  31. Buongiorno,posso assumere mio figlio 17enne nella mia falegnameria per i mesi estivi? Lui frequenta un liceo non la professionale del legno, e la mia ditta è una snc. Grazie

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    1. Buongiorno Anonimo del 02/06/2020.
      Il Suo quesito richiede un approfondimento su 2 fronti.
      Il primo riguarda il fatto che Suo figlio non sia ancora maggiorenne motivo per il quale vi sono delle specifiche disposizioni che regolamentano un rapporto lavorativo/formativo con il soggetto adolescente.
      Qualora la società sia composta UNICAMENTE da soggetti classificabili come familiari in senso stretto e qualora l'adolescente sia inserito nell'organizzazione aziendale in modo occasionale o per lavori di breve durata, fatto salvo l'obbligo di adempiere alle prescrizioni in materia di salute e sicurezza nonché di assicurazione INAIL, la specifica tutela finalizzata a preservare l'integrità psicofisica dell'adolescente viene "affievolita".
      Se invece la SNC è composta anche di altri soggetti non familiari con cui l'adolescente può venire a contatto, in tal caso scattano tutte le prescrizioni in materia di lavoro minorile compreso l'obbligo di certificazione anti pedofilia.
      Per quanto attiene il profilo di rapporto tra familiari, qualora la SNC sia composta unicamente da soggetti familiari emerge quasi certamente la presunzione di gratuità affectionis vel benevolentiae.
      Stante la particolarità del caso prospettato consigliamo di analizzare con molta attenzione i dettagli facendo riferimento al Vs consulente del lavoro.
      Un cordiale salute.

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  32. Buona sera . Ho una ditta individuale edile .Oltre edilizia mi occupo anche delle polizie condominiale . Volevo sapere se posso inserire in qualche modo mio figlio 16 anni per il periodo estivo

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  33. Buonasera Anonimo del 17/06/2020, in risposta al Suo quesito occorre sottolineare che il fatto che Suo figlio non sia ancora maggiorenne richiede il rispetto di specifiche disposizioni che regolamentano un rapporto lavorativo/formativo con il soggetto adolescente.
    Qualora nella Sua ditta lavorino UNICAMENTE soggetti classificabili come familiari in senso stretto e qualora l'adolescente sia inserito nell'organizzazione aziendale in modo occasionale o per lavori di breve durata, fatto salvo l'obbligo di adempiere alle prescrizioni in materia di salute e sicurezza nonché di assicurazione INAIL, la specifica tutela finalizzata a preservare l'integrità psicofisica dell'adolescente viene "affievolita".
    Se invece l'adolescente può venire a contatto anche con altri soggetti "non familiari", in tal caso scattano tutte le prescrizioni in materia di lavoro minorile compreso l'obbligo di certificazione anti pedofilia.
    Per quanto attiene il profilo di rapporto tra familiari la fattispecie in esame certamente rimanda presunzione di gratuità della prestazione "affectionis vel benevolentiae".
    Stante la particolarità del caso prospettato consigliamo di analizzare con molta attenzione i dettagli facendo riferimento al Vs consulente del lavoro.
    Un cordiale salute.

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  34. Buongiorno, mio papà ha una srl di cui è socio unico (operiamo nel campo dell’edilizia).
    Io sono sua figlia, maggiorenne, e non più convivente.
    Può assumermi part-time come segretaria?
    Grazie per la risposta

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  35. Buon pomeriggio.
    Come indicato nell'articolo e precedentemente ribadito, non esiste alcun divieto nell'assumere un proprio familiare se il rapporto è connotato dei tratti caratterizzanti la subordinazione.
    La "subordinazione" e "sussistenza" del rapporto di lavoro di tipo subordinato è in ogni caso da valutare in funzione dell'"effettivo" assoggettamento della prestazione lavorativa all'esercizio dei poteri direttivo, controllo, disciplinare da parte del datore di lavoro.
    Pertanto, qualora trattasi di un rapporto legittimamente costituito, non ci sono "limiti" normativi all'assunzione del proprio figlio seppur, a parere dello scrivente, è raccomandabile la certificazione del contratto di lavoro in questione.

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  36. Buongiorno, siccome stavo pensando di aprire una srl semplificata con mio fratello in cui io svolgerei la funzione di amministratore a titolo gratuito con quota di maggioranza (senza però lavorare in azienda), volevo sapere se fosse possibile per mio fratello essere assunto come dipendente a busta paga nell'impresa? Premetto che entrambi condividiamo la stessa residenza.
    Grazie per la risposta.

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    1. Buon pomeriggio.
      Il caso posto in esame potrebbe assimilarsi alla fattispecie del precedente commento.
      In merito ricordiamo che non esiste alcun divieto nell'assumere un proprio familiare se il rapporto è connotato dei tratti caratterizzanti la subordinazione.
      Tuttavia la "subordinazione" e quindi "sussistenza" del rapporto di lavoro di tipo subordinato è in ogni caso da valutare in funzione dell'"effettivo" assoggettamento della prestazione lavorativa all'esercizio dei poteri direttivo, controllo, disciplinare da parte del datore di lavoro.
      Pertanto, qualora trattasi di un rapporto legittimamente costituito (esercizio del potere direttivo, disciplinare e di controllo da parte del datore di lavoro), non ci sono "limiti" normativi all'assunzione del proprio figlio seppur, a parere dello scrivente, è raccomandabile la certificazione del contratto di lavoro in questione.

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